La Lunigiana e Bagnone in particolare hanno visto, a partire dalla fine del ‘700, massicci spostamenti di uomini, donne e bambini, dapprima verso le aree limitrofe, poi in ogni zona d’Europa, dando vita a grosse comunità di conterranei, via via integratesi nelle nuove realtà, soprattutto in Francia, Svizzera ed Inghilterra. L’avvenuto inserimento di intere famiglia in queste ed altre aree del mondo non ha precluso il mantenimento di rapporti con la terra di origine, determinando così una circolarità di esperienze, sia individuali che sociali, che hanno sicuramente contribuito alla crescita di un’identità transnazionale ante litteram.
Il progetto intitolato “La memoria ritrovata” si muove alla ricerca delle varie fonti che permettono la ricostruzione della vita del territorio, da quelle documentali a quelle fotografiche e soprattutto a quelle orali, per le quali è urgente un recupero a largo raggio, vista la naturale labilità delle stesse.
Il progetto ha conseguito in soli due anni diversi risultati di rilievo, tra i quali si segnalano:
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la mostra “La Merica. Bagnone – California”, esposta, fra l'altro, nella sede della Regione Toscana per l'iniziativa “Palazzi aperti” del 2005 ed ora disponibile in due copie, una delle quali depositata presso il percorso museale del Museo Archivio della Memoria;
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il video “Donne uomini e bambini in guerra”, realizzato per la Festa della Toscana del 2004;
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il video “Donne di Lunigiana (Parte I )” (anno 2005);
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il video “Donne di Lunigiana (Parte II )” realizzato per la Festa della Toscana del 2006.
Con questi due ultimi video si è voluto realizzare un percorso al femminile, attraverso due filoni di indagine. Il primo esamina la condizione delle donne che emigravano da sole per lavorare, costrette ad abbandonare le proprie famiglie. Il secondo analizza a posteriori come, finito il periodo dell’emigrazione, le donne abbiano saputo affrontare i cambiamenti della società lunigianese, partecipando in prima persona alla crescita dei nuovi diritti familiari, alle lotte per la parità del salario, all’impegno in nuovi settori lavorativi dopo l’avvento della scolarizzazione di massa, fino alla conquista, con i nuovi diritti civili, di una partecipazione attiva nei movimenti (anni '60 e '70) e nella politica.
Nei due video passato e presente scorrono paralleli. In essi il vissuto di donne senza diritti si incontra sul filo conduttore del sacrificio migratorio in nome della famiglia, (pioniere di migrazioni proprie o che hanno accompagnato gli uomini negli spostamenti), con quello di donne delle generazioni successive, che hanno lottato per costruire diritti al femminile in tutte le sfere d’azione sociali e politiche, nel loro territorio d’appartenenza: la Lunigiana.
Queste interviste a donne che aspirano a vivere nella piccola terra di Lunigiana, ma con grandi aspettative di pari dignità e diritti con l’uomo, guardano al passato con l’occhio attento a comprendere il presente che porta con sé, come in uno specchio, immagini di donne diverse, provenienti da culture e terre lontane, accomunate da identici sentimenti e destini (quegli stessi che in passato hanno portato le lunigianesi ad emigrare e che oggi ci fanno incontrare, per analogia, un mondo multietnico che immigra a sua volta anche in questa terra, per sopravvivere).
L’idea di questa raccolta di voci e di volti nasce dal desiderio di raccogliere la memoria di ciò che le donne di Lunigiana sono state in tempi più o meno lontani (tra la metà dell’'800 ed i primi anni del ‘900), per capire meglio i fenomeni sociali, economici e politici che, dal dopoguerra ad oggi, le hanno viste interpreti e partecipi, per comprendere le nuove immigrazioni e per raggiungere una maggiore consapevolezza del ruolo della donna nell’elaborazione di un progetto sociale aperto e paritario. Oggi andare verso altri mondi, partire per “la Merica”, per andarvi a lavorare, con solo una VALIGIA DI CARTONE, non è più una dura necessità. Oggi è importante che quell’andare “verso altri mondi” abbia il senso di partecipazione al destino di tanti altri soggetti, di una partecipazione ed apertura al diverso che viene con lo stesso spirito sui nostri territori e questo rispecchiarsi della storia valga a costruire una società che sia veramente un PORTO FRANCO, di convivenza tra i popoli nella pace, nel rispetto e nella tolleranza. Guardare al passato per meglio comprendere l’oggi. Questo è il significato di questa ricerca/azione su DONNE DI LUNIGIANA.
 
 
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